Primo chakra: come equilibrarlo e come riconoscere i blocchi

Come sbloccare il primo chakra e lavorare su di lui per portarlo in una condizione di armonia. Sempre grazie alle pietre!
come equilibrare il primo chakra con le pietre

Il sistema dei chakra è complesso e meraviglioso. Nel momento in cui vi ci avvicinate, anche solo a livello teorico, significa che avete compreso che per migliorarvi e superare determinati blocchi dovete prima di tutto intervenire a livello energetico. Oggi vi parlo del primo chakra il centro energetico della radice, noto anche con il nome sanscrito di Muladhara.

Ogni chakra governa qualcosa. Nel caso di Muladhara troviamo in prima linea l’istinto di sopravvivenza, fondamentale per la vita. È grazie a lui che ogni specie vivente è sopravvissuta e si è evoluta. Quando il primo chakra è bloccato potete notare subito qualche problema proprio sotto questo punto di vista.

Non governa solo l’istinto di sopravvivenza ma anche l’attaccamento alle origini, la vostra percezione degli stimoli esterni, la generosità, il legame con i genitori e quello con il denaro.

Può essere bloccato o iperattivo, in entrambi i casi dovete intervenire così da riequilibrarlo e raggiungere il benessere. Ho scritto un ebook su come equilibrare Muladhara con le pietre, magari può fare a caso vostro!

Muladhara è il primo dei sette chakra. Si trova tra i genitali e l’ano, il suo elemento è la terra e il simbolo è il quadrato. È collegato alle ghiandole surrenali, l’intestino crasso e il sistema scheletrico.

Il primo chakra è il primo centro energetico dove si trovano le tre nadi, Ida, Pingala e Sushumna. Si incontrano qui per la prima volta e dopo iniziano la loro ascesa fino a Sahasrara. Sono i tre principali canali energetici del corpo umano, all’interno del quale passa l’energia. Da loro si diramano tante altre nadi che riforniscono di energia ogni tessuto del corpo.

Muladhara è il chakra le cui vibrazioni sono le più vicine alle energie terrene. Quando è bloccato sperimentate una carenza sull’istinto primordiale di ogni essere umano, cioè quello di sopravvivenza. Non riuscite a percepire il legame con la famiglia e la vostra terra, gli stimoli esterni non vi spronano più ad andare avanti, non vi inducono all’azione.

Come sbloccare il primo chakra

Spesso si parla di attivare il primo chakra. In realtà è sempre attivo, però può funzionare poco o troppo. Potete perciò lavorare su Muladhara e stimolare l’energia a fluire meglio attraverso di lui oppure potete armonizzarlo al fine di intervenire in caso di iperattività.

Esistono vari modi per rafforzare il primo chakra. Neanche a dirlo quello che vi consiglio è l’uso delle pietre. Le vibrazioni dei cristalli possono infatti aiutarvi a rafforzarlo, risvegliarlo ma anche a tranquillizzarlo.

In ogni caso le pietre non sono le uniche che vi aiutano. Potete intervenire con la meditazione, con il radicamento, il Reiki, lo yoga (esistono diverse Asana che vi permettono proprio di agire su di lui).

Secondo me la cosa migliore da fare è sperimentare le strade che sentite più vicine a voi. Qui sotto vi parlo dei tre metodi che ho personalmente sperimentato e che mi sento perciò di consigliarvi, senza pensarci troppo su.

Primo chakra e cristalli

Esistono diverse pietre che lavorano sul primo chakra. Per antonomasia sono le rosse quelle che vi aiutano ma in realtà potete lavorarci anche con le pietre nere.

Dei vari metodi ne ho parlato in modo approfondito sul mio ebook equilibra Muladhara con le pietre. Si va ben oltre al “semplice” (ma efficace) trattamento di cristalloterapia.

L’ossidiana nera è una delle più apprezzate, così come l’onice nera e il diaspro rosso. Ogni pietra è più o meno adatta in determinate tecniche di armonizzazione. Tra gli altri cristalli per equilibrare il primo chakra trovate anche la tormalina nera, la corniola rossa, il corallo e la shungite.

Le pietre le potete utilizzare, con ottimi risultati, in combinazione con altre tecniche. Vi consiglio di iniziare con la meditazione e con il radicamento.

Meditare per equilibrare il primo chakra

La meditazione con i cristalli è uno strumento potente per iniziare a risvegliare il primo chakra poco attivo e temperare quello iperattivo. I benefici di questa pratica sono tanti.

Muladhara è un chakra terreno e vi sintonizza con le energie della terra, vi aiuta a ottenere una maggior consapevolezza di ciò che vi accade e grazie alla meditazione potete ottenere proprio questo tipo di effetto. L’ematite per esempio è una pietra davvero adatta a questo scopo.

La meditazione vi permette di trovare la connessione con l’elemento terra, con i vostri genitori e con la vostra terra di origine. Spesso questa pratica viene vista come qualcosa di esclusivamente spirituale, in realtà il suo effetto di riportarvi con i piedi per terra vi permette anzi di vivere un rapporto molto più sano con tutto l’aspetto materiale della vostra vita. Imparate per esempio a vivere senza essere schiavi dell’ansia, ma anche del rapporto con il denaro, al quale Muladhara è collegato.

Vi consiglio perciò vivamente di lavorare sul primo chakra grazie alla meditazione, in particolar modo rafforzata dall’uso dei cristalli. Proprio perché vi aiuta a raggiungere quella consapevolezza che è necessaria per vivere in modo più spensierato ma allo stesso tempo coerente con quelli che sono i vostri obiettivi di vita. Tutto questo grazie alla pulizia profonda che effettua su Muladhara.

In meditazione potete introdurre una serie di affermazioni positive, come se fossero dei mantra. Si tratta di una pratica utile per indirizzare la vostra vita nella giusta direzione.

Lavorare su Muladhara con il radicamento

Armonizzare il primo chakra con la tecnica del radicamento è qualcosa che vi consiglio, assolutamente. Si tratta infatti del chakra della radice e praticare il radicamento vi permette di affondare le vostre radici energetiche nella terra, scambiare con lei le energie, purificarvi e ottenere tutto il buono che vi occorre per vivere in equilibrio.

Quando il primo chakra è iperattivo o bloccato. Come riconoscerlo ed equilibrarlo grazie alle pietre.
Simbolo del primo chakra. Un loto dai quattro petali. Rappresenta la stabilità, le 4 direzioni, i 4 elementi.
Credit photo: Olga Nikitina

Durante il radicamento vi sintonizzate con le energie terrene. Vi serve sia quando il primo chakra è troppo aperto, sia quando funziona poco. E’ un modo per prendere consapevolezza dei vostri istinti primordiali, per lavorare su di voi partendo dalla consapevolezza che siete legati a tutto il resto del Mondo e, anche se non avete radici come gli alberi, il legame che avete con le vostre tradizioni sono importanti, per quanto lontani vi potete trovare in questo momento dal posto dove siete nati e dalla vostra famiglia.

Primo chakra troppo aperto o chiuso?

Affrontiamo adesso la questione. Il mio primo chakra è troppo aperto oppure è chiuso? Non è facile rispondere per me. Però sappiate che potete capirlo.

Prima però dovete prendere consapevolezza di una cosa.

Muladhara non è chiuso o iperattivo a causa di: uno scarso istinto di sopravvivenza, il cattivo rapporto con il denaro, la difficoltà nella gestione degli stimoli.

Tutte queste cose avvengono perché Muladhara è in una condizione di squilibrio. Questi sono sintomi e una volta riconosciuti (non è facile, perché significa prendere atto di un problema personale, e di solito siamo tutti restii ad ammetterli) permettono di lavorare a livello energetico.

Sbloccare o mitigare un chakra non è cosa semplice perciò occorre prima di tutto che usciate dalla mentalità occidentale che vi vuole sempre veloci e scattanti nel raggiungere gli obiettivi. Prendetevi il tempo necessario per sbloccare Muladhara, lavorate su di lui con calma e soprattutto senza la fretta di raggiungere i risultati.

Inoltre non pensiate che quando c’è un blocco vuol dire che avete perso completamente una capacità. Un blocco può essere più o meno importante e perciò i sintomi possono prendere tante sfumature diverse.

Spirito di sopravvivenza

Lo spirito di sopravvivenza è quella serie di comportamenti che vi permette di preservare la vostra esistenza. Capta il pericolo, guida quando ve lo trovate davanti i comportamenti, vi porta ad agire in relazione al vostro voler vivere.

Quando Muladhara è bloccato o iperattivo lo spirito di sopravvivenza può essere più o meno presente in voi. Quando c’è un blocco vi accorgete che il vostro “radar” sul pericolo non funziona poi tanto bene e non vi aiuta nelle situazioni. Quando è iperattivo invece lancia segnali all’impazzata perché riconosce come pericoli cose che in realtà non sono tali.

Autostima e sicurezza in se stessi

Il primo chakra comanda la sicurezza personale, l’autostima. Considerate che la ritrovate anche con Manipura.

Quando Muladhara è in equilibrio avete una buona autostima, non vi sottovalutate sempre, cosa importante per evitare tutta quella serie di comportamenti negativi che vi portano ad auto sabotarvi nelle più svariate circostanze.

Ed è proprio quello che accade quando il chakra della radice è in blocco. Quando è iperattivo avete invece la tendenza a ritenervi superiori agli altri e perciò a “schiacciarli” per prevalere.

Rapporto con le proprie origini

Il primo chakra è il centro energetico delle vostre radici, quelle che vi mantengono collegate con la terra e la famiglia di origine.

Ecco perché lavorando su Muladhara potete lavorare su quei blocchi e squilibri che riguardano il rapporto con la vostra famiglia e con la terra dove siete nati e cresciuti.

Questo centro energetico rappresenta i primi sette anni di vita di un individuo, perciò l’infanzia e il periodo in cui si stabiliscono tutte le fondamenta per il rapporto con i genitori.

Rapporto con il denaro

Muladhara è legato all’aspetto materialistico della vita, compreso quindi il vostro rapporto con il denaro. Non solo perché il denaro vi permette di acquistare gli oggetti che vi piacciono ma perché è grazie a lui che potete garantirvi tutte quelle cose necessarie per la vita. Una casa, del cibo, degli abiti per ripararvi dal freddo.

Perciò un cattivo rapporto con il denaro può essere gestito lavorando direttamente su Muladhara, con il supporto delle pietre.

Purtroppo questo è uno dei nodi più grandi quando si parla degli squilibri a livello del primo chakra perché la maggior parte delle persone ha proprio un blocco. E intendiamoci, quasi nessuno dice “non voglio i soldi”. Chi non vuole guadagnare un po’ di più per permettersi una vita anche solo leggermente più agiata? Il blocco è qualcosa che va più in profondità.

Consapevolezza dei limiti

Chi non ha dei limiti? Non significa “essere meno” di altri ma semplicemente spiccare in una cosa piuttosto che in un’altra. Ognuno ha delle predisposizioni e qualcosa in cui è totalmente negato.

Quando Muladhara è in equilibrio siete consapevoli di questi limiti e li accettate. Magari cercate di superarli un pochino ma non puntate tutte le energie e le risorse su una strada che non è la vostra.

Quando Muladhara è iperattivo o bloccato si mostra ora una condizione in cui i limiti sembrano totali e subentra la convinzione di non riuscire in niente, ora una condizione in cui pensate di non avere limiti di nessun tipo.

Corretta percezione degli stimoli

Gli stimoli vi fanno andare avanti. È l’amore per il partner, i figli, il nuovo lavoro, una giornata di sole, un hobby da coltivare… Uno stimolo, grande o piccolo che sia, difficile o facile, piacevole o spiacevole, è la benzina dell’anima.

Tra tanti stimoli che ogni giorni percepite, dai vari capi d’abbigliamento e libri che vi vengono proposti per esempio, dalle mille cose da fare per intrattenere il vostro tempo, voi scegliete solo qualcosa. Perché la vostra attenzione non può essere rivolta a tutto.

Quando Muladhara è bloccato gli stimoli non li percepite. Quando è iperattivo li percepite amplificati e vi buttate in troppe cose, più di quante ne possiate effettivamente portare avanti. Comprate più di quanto vi serve etc.

Come guarire il primo chakra

In questo post vi ho parlato di cos’è il primo chakra, quali sono i metodi che vi consiglio per riequilibrarlo e quando è bloccato o iperattivo. Tutto il resto lo trovate nel mio ebook equilibra Muladhara con le pietre!

Credit Photo: Žanna Bojaršinova

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